Durante il quarto di finale del Mondiale di Cile del 1962 contro l'Inghilterra il brasiliano Manè Garrincha si rese protagonista di un fatto alquanto curioso.
L'allora 29enne ala destra del
Brasile allenato da
Aymoré Moreira si rendeva protagonista di un curioso e divertente siparietto durante il quarto di finale della competizione internazionale contro gli inglesi.
Mondiale 1962: Garrincha dribblato da un cagnolino
In questo momento di cose some quella accaduta al fenomeno brasiliano non succederebbero. E un pò magari dispiace. Già perchè il 10 giugno del 1962, nel corso del quarto di finale contro gli del suo Brasile contro gli inglesi
Garrincha veniva dribblato da un cane!
Il cagnolino di colore nero, non si sa bene da dove, sbuca sul rettangolo di gioco. E nessuno dei presenti in campo sembra riuscire a convincerlo ad abbandonarlo. E' così che ci prova anche Garrincha, ma ecco che il cane lo dribbla. Tra i tanti sguscia via proprio a lui, e se ne va. Una specie di legge del contrappasso.
La scorribanda del cucciolo termina quando un giocatore
dell'Inghilterra,
Jimmy Greaves, decide di mettere in campo la furbizia. L'inglese si mette a quattro zampe, si avvicina lentamente e con un braccio lo afferra dietro il collo.
L'eroe di giornata poi racconterà che: “Il problema fu che mentre lo prendevo iniziò a farmi la pipì addosso, sulla maglia. E all’epoca non avevamo divise di riserva, quindi fui costretto a continuare a giocare con quella maglia. Quantomeno, grazie all’odore, i difensori brasiliani non mi marcarono troppo stretto”.
Quella partita poi la vincerà il Brasile, accedendo alla semifinale di quel
Mondiale.
E il cane? Avendo vinto con gli inglesi per i brasiliani il cucciolo diventa quasi un talismano. Al punto che, la rivista
"O Cruzeiro" riuscì a ritrovarlo e ad organizzare una sorta di sorteggio tra i giocatori della
Selecao, vincitori di quel Mondiale, per chi dovesse tenerlo.
Chi poteva vincerla se non proprio Manè Garrincha. L'ala verdeoro lo portò a casa e lo chiamo "
Bi", in onore al secondo mondiale, peraltro consecutivo, vinto dal Brasile.
Non c'è più il calcio di una volta.