Vincenzo Italiano firma la miglior partenza del Bologna nell'era dei 3 punti: 21 punti in 11 giornate e una crescita continua che non sembra fermarsi.
La vittoria contro il Napoli ha consegnato al Bologna un traguardo storico: 21 punti nelle prime 11 giornate, il miglior avvio rossoblù nell'era dei tre punti. Ma più dei numeri colpisce l'impronta chiara, moderna e coraggiosa che Vincenzo Italiano ha dato alla squadra. Dal suo debutto in Serie A sulla panchina dello Spezia, il tecnico ha compiuto un percorso di crescita costante, limando difetti, ampliando idee e trasformando criticità in opportunità.
A Firenze lo sanno bene: hanno salutato Italiano dopo tre finali (una di Coppa Italia e due di Conference League) con la sensazione di aver perso un'occasione, e oggi, guardando la classifica, i rimpianti aumentano.
Perché a Bologna è nato un Italiano diverso: più maturo, più lucido nella gestione delle partite, più pronto a leggere i momenti, senza rinunciare a quella qualità del gioco che rappresenta il suo marchio. Dopo un inizio complicato nella scorsa stagione, in tanti davano per certo un suo esonero; invece, una volta trovato l'equilibrio, il Bologna ha cambiato passo e non si è più fermato.
VINCENZO ITALIANO PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Italiano, l’architetto di una squadra consapevole
Il punto di svolta è arrivato nella passata stagione, chiusa in crescendo e coronata da un successo che resterà nella storia: la vittoria della Coppa Italia contro il Milan. Un trofeo che mancava da 51 anni e che ha consacrato definitivamente il valore dell'allenatore. Da lì, il Bologna ha iniziato a guardarsi in modo diverso: non più una sorpresa, ma una realtà solida, organizzata, ambiziosa.
Quest'anno la squadra sta confermando quella crescita: dopo 11 giornate i felsinei sono a soli quattro punti dalla vetta, con una compattezza da grande squadra e una fiducia nei propri mezzi che li rende un avversario scomodissimo per chiunque.
Se una piccola critica ancora resiste, riguarda il rendimento europeo: tra la Champions dello scorso anno e l'Europa League di questa stagione, il Bologna non è ancora riuscito a replicare quanto fatto verdere in Serie A. Ma è una questione di tempo, di esperienza, di continuità internazionale.
Quello che conta, oggi, è che il Bologna ha trovato non solo un allenatore, ma un architetto capace di trasformare idee in identità. E Vincenzo Italiano sta mostrando la sua Grande Bellezza: nel gioco, nei risultati, nella crescita di un gruppo che segue il suo tecnico con convinzione. Per il Bologna, questo non è un momento: è l'inizio di qualcosa di più grande.
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