Giulio Peroni noto opinionista di SportItalia ha incontrato la redazione di Calciostyle per un'intervista sulle principali tematiche attuali calcistiche.
Nello specifico i temi principali hanno riguardato Diouf e Luis Henrique. I 2 acquisti estivi per ora si sono rivelati poco in linea col 3-5-2 specialmente il centrocampista francese autore di molte azioni lesive delle partite nerazzurre in particolare il gol della bandiera nella gara contro la Cremonese.
L'intervista è a cura di Adamo Recchia.
Esclusiva Calciostyle, l'intervista a Giulio Peroni
Come hai scoperto il calcio
A sei anni, prima elementare. Mi piacevano il colore delle maglie, l’attaccamento della gente alla propria squadra, la rivalita’. Per differenziarmi scelsi di tifare per il club per il quale nessuno dei miei amici faceva il tifo. Quando entrai a San Siro la prima volta, restai folgorafo. Passavo le giornate fuori da scuola a giocare a pallone, d’estate da mattina fino a quasi notte. Passione totale.
Quando hai capito potesse diventare un lavoro
Mi occupavo di cronaca, inchieste sociali. Parlando di calcio avrei potuto unire il lavoro con la grande passione. Ho fatto tanta gavetta, scrivevo di squash e canottaggio. Poi ad Usa 94 il grande salto. Un tempo di andava per gradi e per merito. I livelli di esperienza e qualita’ erano molto differenziati e considerati
La tua carriera giornalistica come è cominciata
Nel 1992 fondai un giornale di zona che a Milano si occupava di raccontare certe verita’ sommerse. Nel 1993 ho iniziato a fare incheste per il quotidiano l’Indipendente di Vittorio Feltri, un giornale di rottura. Poi ho scritto sulle testate nazionali Avvenire, Repubblica ed IlSole24Ore.
Chi vedi favorito per lo scudetto
Il Milan. Ha un allenatore esperto, si fa ascoltare. E non ha l’impegno delle coppe. I rossoneri non hanno la squadra piu’ forte, ma quella che ha le condizioni migliori per tagliare il traguardo. Ma non sara’ una discesa. Non credo sara’ un campionato monocaratico.
MASSIMILIANO ALLEGRI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Con che testate collabori ora
Sono opinionista nelle emittenti televisive Sportitalia e TopCalcio24. Non escludo un ritorno da collaboratore in qualche Quotidiano.
Ti vediamo spesso a SportItalia come ti vedi come opinionista televisivo
Come uno che dice cose profonde, poco politacally correct, ma con ironia ed irriverenza. Il mio grande maestro e’ stato Beppe Viola, uno che stravolgeva le regole della comunicazione e del giornalismo con il suo fare travolgente, di altissimo livello intellettuale. Inarrivabile.
Sei un tifoso interista come vedi Diouf e Henrique
Quando sono giornalista non sono tifoso di nessuna squadra. Come dovrebbe essere nella deontologia di un giornalista. Poi qualcosa di tuo e’ quasi impossibile non trasmetterlo. I due giocatori che hai citato ora sono ai margini, forse un giorno esploderanno, o forse non e’ l’Inter la loro reale dimensione. Anche per Sucic si potrebbe fare discorso piu’ o meno analogo. Certo sono costati parecchio. Ma i Fondi proprietari dei club preferiscono prendere quattro giocatori che non sai da 25 milioni, piuttosto che due campioni certi da 50 milioni. Il perche’ e’ facilmente intuibile.
Var potrebbe essere migliorato
Troppe norme, normette ed interpretazioni. Tanto di meglio dal Var non si puo’ pretendere, il calcio e’ uno sport piu’ dinamico che scientifico.
Gattuso è l’uomo giusto per la nazionale
Per l’attuale Nazionale, in cerca di anima e coraggio (perduto), direi di si.
Milan Como in Australia come la vedi
L’inizio della fine. L’altra faccia della vicenda San Siro. Il calcio per clienti e consumatori, non piu’ per veri appassionati e tifosi.
Luis Henrique Tomaz de Lima in azione ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Redazione sportiva dedicata all’informazione calcistica. Si occupa del calcio italiano a tutti i livelli, dei principali campionati europei, di calciomercato, competizioni internazionali e approfondimenti sul mondo del calcio.
I nerazzurri hanno già quattro punte e uno dei migliori attacchi della Serie A. La possibile esigenza di mercato riguarda un profilo diverso: un giocatore capace di collegare i reparti, creare occasioni e muoversi tra le linee.