Si avvicina la sfida di Nations League tra Italia e Germania. Vista l'assenza di Retegui, sarà Moise Kean a guidare l'attacco azzurro.
Con Mateo Retegui fuori dai giochi per infortunio, toccherà a Moise Kean guidare l’attacco dell’Italia nell’andata dei quarti di finale di Nations League contro la Germania. L’attaccante della Fiorentina, protagonista in Serie A, è pronto a dimostrare di essere l’arma giusta per Spalletti in una sfida intensa.
MOISE KEAN E GIACOMO RASPADORI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Italia, Kean e il feeling con la maglia azzurra
I numeri parlano per lui: nelle sei partite in cui è partito titolare in Nazionale, ha segnato contro Finlandia, Liechtenstein, Lituania e Israele, fornendo anche due assist contro Malta. Kean sembra esaltarsi con l’Italia.
Dopo il forfait di Retegui, Spalletti ha confermato Kean senza esitazioni. "Verrà fuori una partita da sbattimento, Kean è più adatto" ha detto il CT nella conferenza stampa della vigilia. La sua velocità e fisicità possono essere decisive contro la difesa tedesca.
Questa è un’opportunità chiave per Kean: con Retegui fuori e altri attaccanti in cerca di forma, una grande prestazione contro la Germania potrebbe consolidare il suo ruolo in Nazionale.
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.