Le ultimissime partono dall'infermeria: Nzola e Fadera sono fermi e il direttore sportivo Pietro Accardi, come riportato da Cagliari News 24, sta già tracciando le linee guida per gennaio.
Per M'Bala Nzola si tratta di una distrazione di basso grado ai flessori della coscia destra, mentre Alieu Fadera ha riportato una lesione al bicipite femorale. Sabato, contro il Frosinone, Fabio Pisacane dovrà fare a meno di entrambi.
Il punto è che un solo innesto in attacco rischia di non bastare. Con 9 reti in dieci giornate, in Serie A soltanto Venezia e Parma hanno segnato meno dei rossoblù.
Nzola e Fadera, due nuovi acquisti durati cinque giorni
Dopo il 4-2 incassato all'Olimpico contro la Roma, Pisacane era stato netto: «stasera abbiamo trovato due nuovi acquisti come Nzola e Fadera». Cinque giorni più tardi, contro la Lazio, la coppia ha costruito insieme il vantaggio: cross di Fadera e gol in caduta di Nzola, al secondo centro di fila dopo il rigore trasformato contro i giallorossi.
Tuttavia la serata è cambiata in fretta. Fadera ha lasciato il campo nel primo tempo, Nzola è uscito all'intervallo per Mendy e i biancocelesti hanno ribaltato la gara fino al 2-1.
Entrambi arrivavano da una stagione al Sassuolo, che aveva rinunciato al riscatto. Nzola è stato preso a titolo definitivo dalla Fiorentina il 1° settembre, Fadera in prestito con diritto di riscatto dal Como.

Il peso del gol sulle spalle di Maldini
Il resto del carico offensivo lo ha portato Daniel Maldini. Dopo sette giornate il Cagliari aveva segnato sei gol, quattro dei quali firmati da lui, con la sua firma anche sul successo di Udine che a settembre aveva spinto la squadra fino al terzo posto.
Il quinto sigillo è arrivato proprio contro la Roma, con il momentaneo 2-2 all'81'. Fanno cinque reti in nove giornate, oltre il record personale di quattro fissato con il Monza nel 2023/24.
Arrivato dall'Atalanta in prestito con diritto di riscatto che diventa obbligo a determinate condizioni, Maldini agisce da trequartista alle spalle della punta.
Accanto a lui è cresciuto Paul Mendy. Il classe 2007, impiegato in tutte le prime nove giornate, ha segnato nella vittoria di Bergamo, ha servito a Maldini l'assist dell'1-1 con la Juventus e il 29 ottobre ha rinnovato fino al 2032.
Due identikit diversi per l'attacco rossoblù
Le esigenze sono due, e non coincidono. La prima è un centravanti di peso, con presenza fisica in area, lavoro di sponda per far salire la squadra e capacità di attaccare la profondità.
La seconda è un giocatore brevilineo e tecnico, trequartista o esterno, forte nell'uno contro uno e capace di inventare l'ultimo passaggio. Sono questi i profili messi a fuoco da dirigenza e staff tecnico, anche se nomi concreti, per ora, non ne sono emersi.
Su questa doppia ricerca pesa anche l'estate. Sono partiti Luvumbo, passato al Maiorca, Kilicsoy e Belotti, mentre Kevin Carlos, arrivato dal Nizza, a ottobre si è fermato per un problema alla coscia.
Come si incastrano con Maldini
Sul piano tattico, è la convivenza con Maldini a orientare la scelta. Il centravanti di sponda è il profilo più compatibile: un riferimento che tenga palla spalle alla porta e attiri i centrali libera la zona tra le linee in cui Maldini ha costruito i suoi gol.
Lo si è visto contro la Lazio, con Nzola punta e Fadera e Maldini alle sue spalle. Mendy, che il club descrive come una punta capace di fare reparto da solo, copre in parte quel ruolo, ma ha 19 anni.
Il rifinitore pone invece una questione diversa. Da esterno allarga il campo e serve Maldini dentro, mentre da trequartista puro rischia di occupare la stessa zona centrale.
Per questo un solo acquisto copre metà del problema. Una punta fisica senza un creatore lascia tutta l'invenzione a Maldini, un fantasista senza un terminale lascia l'area vuota quando Nzola non c'è.
Frosinone, poi la sosta
Nell'immediato Pisacane dovrà arrangiarsi. Sabato alle 15 alla Unipol Domus arriva il Frosinone, sesto con 20 punti e 24 gol segnati, quasi il triplo dei rossoblù, dodicesimi a quota 13.
Nzola e Fadera puntano a sfruttare la sosta per rientrare nella trasferta del Sinigaglia contro il Como.
La seconda parte di stagione dipenderà anche da come Accardi tradurrà a gennaio quei due identikit in nomi: resta da capire quali.







