Petar Sučić ha perso spazio nell'Inter proprio pochi mesi dopo essere entrato nel radar del Real Madrid e di diversi club di Premier League. Il calo del minutaggio e le parole pronunciate da Zvonimir Boban il 5 ottobre a Radio Anch'io Lo Sport riportano così il futuro del centrocampista croato al centro dell'attenzione.
Il punto di partenza è il campo. Sučić ha disputato quattro partite e 183 minuti in Serie A, partendo titolare contro Cagliari e Napoli. Nelle ultime giornate, però, il suo utilizzo si è ridotto: è rimasto in panchina contro l'Udinese ed è entrato per 37 minuti contro la Roma.
Sučić perde spazio nelle gerarchie dell'Inter
Il confronto con il 2025/26 fotografa il cambiamento.
Nella scorsa stagione il croato ha totalizzato 50 presenze in tutte le competizioni e quattro gol, trovando continuità nelle rotazioni nerazzurre.
L'avvio del 2026/27 racconta una situazione diversa. Dopo 37 minuti contro il Monza, Sučić è partito titolare contro Cagliari e Napoli, giocando rispettivamente 64 e 45 minuti. In Champions League ha inoltre raccolto 31 minuti contro il Real Madrid.
Poi lo spazio si è ridotto. Ed è proprio il minutaggio, prima ancora del mercato, ad aver riaperto il discorso sul suo status nella squadra di Cristian Chivu.
Boban: «Così non so quanto senso abbia restare»
Il 5 ottobre Zvonimir Boban ha affrontato direttamente la situazione del connazionale su Rai Radio 1.
L'ex centrocampista ha definito Sučić un giocatore completo, sottolineandone classe, coraggio e capacità di trovare il gol. Poi ha spostato l'attenzione sul suo utilizzo in nerazzurro, spiegando che il croato meriterebbe più spazio.
Il passaggio sul futuro è stato ancora più netto: «Se continua così, non so quanto senso abbia restare».
Le parole di Boban portano quindi in primo piano una questione già evidente attraverso il minutaggio: Sučić deve ritrovare continuità.
Real Madrid e Premier avevano già messo Sučić nel radar
Il mercato attorno al centrocampista non nasce dalle dichiarazioni di Boban.
Dopo il Mondiale, Real Madrid e diversi club di Premier League avevano seguito il croato. In Inghilterra, Newcastle e Leeds erano stati indicati tra le società più attente alla sua situazione durante l'estate.
L'Inter aveva però mantenuto il controllo del dossier, considerando Sučić parte del proprio progetto.
Quel precedente diventa ora nuovamente rilevante. Il centrocampista non è un profilo sconosciuto ai grandi club europei: è un giocatore già osservato durante una fase nella quale il suo rendimento e il suo status erano in crescita.
La differenza, oggi, è il minutaggio.

Il contratto fino al 2030 mette l'Inter in posizione di forza
Il calo dello spazio non significa che i nerazzurri debbano prendere immediatamente una decisione.
Sučić ha un contratto fino al 30 giugno 2030 ed è arrivato dalla Dinamo Zagabria nel 2025 per circa 14 milioni di euro più bonus. La società dispone quindi di un accordo lungo e non è condizionata da una scadenza ravvicinata.
Il problema del croato è oggi sportivo, non contrattuale.
L'Inter può aspettare e verificare come cambieranno le gerarchie. Se il centrocampista tornerà a trovare continuità, il tema mercato perderà forza. Se invece il minutaggio resterà ridotto, l'interesse già manifestato dall'estero tornerà inevitabilmente a pesare sulla discussione intorno al suo futuro.
I prossimi mesi diranno quanto vale il vecchio interesse
È qui che la situazione diventa interessante in vista delle prossime finestre di mercato.
Real Madrid, Newcastle, Leeds e gli altri club inglesi hanno già avuto Sučić nei propri radar. Ora sarà soprattutto il suo status nell'Inter a determinare se quell'interesse resterà sullo sfondo oppure farà un passo avanti.
Il contratto fino al 2030 permette ai nerazzurri di controllare tempi e condizioni. Il giocatore, invece, ha bisogno di minuti per recuperare quella centralità che aveva caratterizzato la stagione precedente.
Il mercato non ha ancora deciso il futuro di Petar Sučić: saranno le prossime settimane nell'Inter a farlo. Se il croato riconquisterà spazio, il dossier potrà raffreddarsi; se continuerà a giocare poco, il vecchio interesse di Real Madrid e Premier League avrà le condizioni per trasformarsi in qualcosa di più concreto.







