Il progetto del nuovo stadio a Milano è tornato sotto i riflettori, riaccendendo il dibattito su San Siro e San Donato Milanese come possibili location.
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La giunta comunale di Milano ha accolto favorevolmente l’idea di preservare parte del secondo anello di San Siro, superando così un vincolo importante.
Milan e Inter attendono ora il parere dell’Agenzia delle Entrate, atteso per inizio novembre, prima di formalizzare i loro piani. Paolo Scaroni, presidente del Milan, ha confermato al sindaco Sala l'interesse per questa seconda fase del progetto, consapevole delle sfide logistiche e ambientali da risolvere per portare avanti il
Nel frattempo, il sindaco di San Donato, Andrea Squeri, ha espresso disappunto per l'attenzione mediatica generata dalle dichiarazioni di Scaroni che riaprono la possibilità di costruire a San Siro. La giunta di San Donato, che aveva già avviato l'iter amministrativo per il nuovo stadio, ha rilasciato un comunicato in cui chiede chiarezza e trasparenza, sottolineando il rispetto degli impegni presi con i cittadini. La situazione sembra puntare verso un confronto diretto tra Scaroni e Squeri, previsto intorno a novembre, in coincidenza con la decisione dell’Agenzia delle Entrate.
Il Milan si trova a un bivio: San Donato offre tempistiche più rapide e il vantaggio di uno stadio esclusivo, mentre San Siro rappresenta un'opzione storica ma più complessa. Le decisioni interne della dirigenza indicano una volontà di definire finalmente un “piano A”, per non lasciare San Donato in sospeso dopo gli investimenti già avviati sul progetto nella località di San Francesco.