Maurizio Sarri, al termine di Salernitana-Lazio, ha lasciato ai microfoni di Dazn dichiarazioni pregne di preoccupazione: cosa ha detto l'allenatore biancoceleste.Maurizio Sarri è deluso. La sua Lazio, dopo essere passata in vantaggio col rigore di Immobile allo scadere del primo tempo, ha subito la rimonta nella ripresa coi gol di Kastanos e l'ex Candreva.
Ai microfoni di Daznè cocente la delusione dell'allenatore biancoceleste: "L'episodio di Gyomber era da espulsione. Ma non possiamo attaccarci a quello, se analizziamo la partita non abbiamo fatto nulla. La squadra rispetto all’anno scorso non sta rendendo, la colpa è loro ma anche mia, nessuno può tirarsi indietro".
Immobile e Champions
"Rigore Immobile? Contento per lui perché è benzina per l'attaccante ma se la squadra gioca cosi è inutile. Quando una squadra come la Salernitana lascia tanto spazio e non crei nulla ci sono problemi".
Sulla Champions Sarri spera in un cambio di rotta: "Speriamo che contro il Celtic lo spirito Champions porti un cambiamento, ma se questa è la mentalità la vedo dura".
Dura la prospettiva, dure le parole di Sarri: i tifosi biancocelesti sperano di tornare a sorridere.
Sarri
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.