Il tecnico dell'Atalanta carica i suoi e, al contempo, lascia qualche mistero agli addetti ai lavori sulla formazione con cui cercherà di sgambettare il Milan.
Atalanta, a tutto Gas...perini
Che l'avversaria a cui il suo undici si dovrà opporre non sia all'acqua di rose lo sa benone. Ma
Gian Piero Gasperini sa anche che , quando ci dà dentro, la sua
Atalanta sa accendere la giornata con i colori di prestazioni vivaci e redditizie sul piano della classifica. E nei suoi pensieri ci sono cinque lettere e una L che vorrebbe anche i suoi ricordassero bene per poi replicare il copione: non la L di Lecce ma quella di Lazio. E cinque sono anche le lettere della parola Milan. E anche le cose che chiede ai suoi per cercare di guastare la giornata ai rossoneri: determinazione, consapevolezza dei propri mezzi, non sottovalutazione dell'avversaria, pensiero positivo e spirito di squadra.
"Giocare contro i campioni d'Italia - esordisce nella conferenza stampa -è una carica e una grande motivazione, non solo per la classifica. E' una partita contro una squadra forte e cercheremo di fare una prestazione come ci è già capitato di fare". Con la Lazio, appunto. E sempre con una filosofia che il compianto Boskov incastrò per sempre negli annali del calcio: "partita è finita quando arbitro fischia". Il fine esegeta Gasperini la rilegge così: "se prendi gol dopo quattro minuti, ce ne sono ancoar 86 per recuperare".
Che l'Atalanta abbia finora sfoderato il suo vestito più scintillante lontano da Bergamo e non nella città natale lo dicono i numeri. Il tecnico atalantino lo sa e gioca la carta dell'onestà intellettuale affermando di non sapere il perchè di questo doppio ritratto di squadra bergamasca. Poi cambia registro e ricorda a se stesso, all'ambiente e agli addetti ai lavori che "nel campionato c'è equilibrio, ti devi presentare sempre al meglio". L'analisi ermeneutica, in questo caso, scivola dalla penna senza bisogno di particolari spinte: in casa o in trasferta, sempre bisogna vincere, quindi che lo si faccia a favore di pubblico o no è questione che al massimo può interessare il regno della statistica.