Il Bologna si beve le ultime gocce di spumante (o di Lambrusco, chissà) rimaste in bottiglia per festeggiare l'impresa con l'Inter. Con un encomio particolare
Bologna, il ruggito di Orsolini
Quando gli si pronuncia la parola Europa attaccata al
Bologna, prende il ditino, lo porta alle labbra e sibila: "shht". Cioè, silence please. E sul perchè
Riccardo Orsolini lo faccia ci sono tre ragioni che si spartiscono equamente la ribalta: scaramanzia, campionato ancora lungo, o, più semplicemente, voglia di cogliere l'attimo. Godersi la vita è qualcosa che comincia dal presente, avrà pensato ai microfoni di "
Dazn". E allora, per il momento, il futuro può restarsene in un angolino e lasciare spazio al presente. E quindi alla vittoria felsinea che porta il suo autografo.
"Una partita incredibile dove sono successe mille cose - esordisce - abbiamo iniziato bene con il gol annullato a Barrow e abbiamo messo sotto l'Inter giocando bene e proponendo un buon calcio". Per spiegare il suo gol ricorrre a una spiegazione del tipo "perseverare est diabolicum". Diabolicum, ma remunerativo. Per sè e per la squadra: "per il primo gol all'Inter - spiega - ho provato tante volte e ho sbattuto spesso contro il muro nerazzurro, però è andata bene,
sono contento ed emozionato". E siccome un gol ha sempre chi lo realizza ma anche chi lo propizia, ecco che il palco vuole condividerlo con quel Schouten capace di servirgli "una palla al bacio".
E, già che c'è, ritorna nel coro perché vuole far emergere il fatto che il concerto è riuscito bene grazie a ogni sua voce: "
riesco a far bene grazie all'aiuto di tutti - aggiunge - e il merito è della squadra. Stiamo dimostrando che chiunque giochi può dire la sua". E l'Europa? Il shht di cui sopra. O meglio, "non si dice" dice archiviando in fretta il discorso. Che è però solo rimandato.