L'indomani del pareggio a reti bianche che ha consegnato alla Lazio il passaggio del turno in "Conference League", un ex eccellente sfodera la sua disamina,
Lazio, parola di Piscedda
Alla
Lazio deve un frammento non insignificante della sua biografia calcistica. Prima la trafila nelle giovanili in cui ha cesellato il suo sogno di calcare il rettangolo verde in modo importante, poi l'esperienza con la prima squadra nella stagione 1983-84 con quindici presenze.
Ai microfoni di "Radio Sei",
Massimo Piscedda si è concesso volentieri per analizzare il superamento dell'ostacolo Cluj Napoca da parte della Lazio di Maurizio Sarri. E lo ha fatto senza peli sulla lingua.
"Si è visto poco del match con il Cluj- afferma - il livello era basso ma la Lazio ha fatto quello che doveva fare, raggiungendo l'obiettivo". Ed elogia Sarri per avere compreso, e soprattutto applicato, quale fosse l'unico modo per poter interpretare questa partita un po' spigolosa e avara di spettacolo: "la squadra doveva interpretarla in questo modo - spiega - l'ha fatto e questo mi ha soddisfatto, non si poteva palleggiare in quel contesto". Come già lo stesso Sarri, Piscedda guarda all'aspetto redditizio della gara: qualificazione doveva essere ed è stata, poi il buon gioco non tornerà a uscire dal nascondiglio in cui ieri si è rifugiato.