Il Milan sta chiaramente attraversando una fase di transizione, e le scelte di Sergio Conceicao lo confermano: non è più tempo di spettacolo, ma di concretezza.
Il 2-2 contro la Fiorentina, per quanto divertente per gli spettatori, è stato probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso nella testa del tecnico portoghese.
Troppi gol subiti, troppa fragilità difensiva, poca compattezza: caratteristiche che vanno contro ogni suo principio calcistico.
Il passaggio alla difesa a tre
Il cambio modulo era nell’aria. Conceicao, sin dai tempi del Porto, ha sempre preteso ordine, sacrificio e rapidità nelle transizioni.
Il nuovo assetto con Tomori, Gabbia e Pavlovic al centro della difesa è un segnale chiaro: il Milan deve prima di tutto smettere di subire.
E la scelta di spostare Theo Hernandez sulla fascia, liberandolo da responsabilità difensive pure, è tanto logica quanto necessaria.
In questa stagione, Theo è sembrato spesso nervoso, scollegato dal resto del reparto: togliergli peso e permettergli di attaccare potrebbe rivelarsi una mossa vincente.
Le novità a centrocampo e in attacco
TAMMY ABRAHAM ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L’esclusione di Musah sorprende, ma forse non troppo. L’americano, pur generoso, non ha mai dato l’impressione di poter guidare il centrocampo rossonero nei momenti chiave.
Dentro quindi Fofana e Reijnders, con l’ivoriano che dovrà garantire fisicità e equilibrio, mentre l’olandese porterà qualità e visione.
Davanti, scelta coraggiosa: Abraham titolare, Jovic in panchina.
Il serbo sembrava in crescita, ma Conceicao preferisce l’ex Roma, forse per la sua capacità di attaccare la profondità e di lavorare meglio spalle alla porta.
Ai suoi lati, come sempre, Leão e Pulisic, due che possono spaccare la partita in qualsiasi momento, ma che dovranno adattarsi a un gioco meno fluido e più diretto.
Sarà interessante vedere come risponderà la squadra a questa “sterzata tattica”.
Il rischio è che cambiando troppo, e troppo in fretta, si perda anche quel poco di identità offensiva che ancora si vedeva.
Ma Conceicao non è uno che ama le mezze misure.
Il rinnovo di Tiago Gabriel fino al 2030 non chiude la porta al mercato, ma ridisegna gli equilibri attorno al difensore del Lecce: il Milan resta sul dossier in vista del 2027, senza però una proposta già presentata per gennaio.
Da scarto di lusso sulla lista dei partenti a pilastro insostituibile nel centrocampo della Juventus, la parabola di Douglas Luiz sotto la gestione di Luciano Spalletti ha convinto la dirigenza della Continassa a blindarlo con un prolungamento fino al 2030.