Svilar trascina la sua squadra al primato, mentre Sommer finisce nel mirino dei tifosi: due portieri, due destini che stanno indirizzando il campionato.
La 12ª giornata di Serie A ha consegnato una nuova capolista solitaria: la Roma di Gian Piero Gasperini. Il successo sul campo della Cremonese, unito alla caduta dell'Inter nel derby, ha spinto i giallorossi al comando, tenendo a distanza Napoli e Milan.
Un primato che passa soprattutto dalla fase difensiva: appena 6 gol subiti in 12 partite. E se è vero che gli interpreti sono cresciuti tantissimo negli ultimi mesi, prima con Ranieri e ora con Gasperini, è impossibile non soffermarsi su chi sta facendo davvero la differenza: Mile Svilar.
Il portiere serbo, già protagonista lo scorso anno, si sta confermando su livelli clamorosi. Lo dicono i numeri: secondo i dati degli expected goals, la Roma avrebbe dovuto incassare quasi otto gol in più rispetto a quelli realmente subiti. Un gap enorme, spiegabile praticamente solo grazie ai suoi interventi.
In estate era stato cercato con insistenza da Milan e Napoli, oltre che da diverse squadre straniere, ma il club giallorosso ha deciso di fare uno sforzo importante per rinnovargli il contratto, consapevole della sua importanza. Una scelta più che mai azzeccata.
Anche contro la Cremonese, Svilar ha firmato almeno due parate decisive: una per tenere lo 0-0 iniziale, l’altra per blindare il vantaggio. È in questo tipo di episodi che nasce il primato.
YANN SOMMER RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Da Svilar a Sommer: il lato oscuro della stagione nerazzurra
L’importanza del portiere serbo diventa ancor più evidente quando si guarda nella Milano nerazzurra, dove Yann Sommer sta vivendo settimane complicate.
Le critiche nei suoi confronti stanno aumentando: nell’ultimo derby, il suo intervento non impeccabile in occasione del gol di Pulisic è costato un’altra sconfitta, la terza sconfitta stagionale in uno scontro diretto dopo quelle contro Juventus e Napoli. Anche contro i bianconeri, del resto, i tifosi avevano sollevato più di un dubbio sulla sua prestazione. E anche qui i numeri confermano ciò che si percepisce: l’Inter avrebbe dovuto subire almeno due gol in meno dei 13 arrivati finora.
In un campionato in cui si ripete in continuazione che a vincere lo scudetto è la miglior difesa, la differenza la fanno i dettagli. E spesso, quel dettaglio è un portiere: uno che ti tiene in piedi quando serve, o uno che in una singola giocata cambia umore, classifica e prospettive.
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