L'esclusione del Brescia di oggi dalla Serie C, insieme ad altre squadre, ricorda a molti l'estate del 1993, dove vennero escluse molte squadre importanti.
Oggi la FIGC ha sancito l'esclusione del Brescia dalla Serie C, insieme a SPAL, Lucchese e molto probabilmente anche Messina, a molti ricorda l'estate del 1993, dove fallirono squadre come Ternana, Messina, Taranto, Casertana e per un pelo anche il Catania.
Serie C, Brescia escluso come SPAL e Lucchese: una situazione che non si verificava dal 1993
Oggi è calato il sipario sul
Brescia calcio 1911, dopo 114 anni di gloriosa storia, con la maglia indossata da chi ha scritto la storia del calcio italiano come
Roberto Baggio, Andrea Pirlo e Luca Toni, di allenatori come
Carlo Mazzone o grandi campioni stranieri come
Josep Guardiola, è stata ufficializzata l'esclusione dalla
Serie C dalla FIGC. Un altra piazza che se ne va, dopo SPAL e Lucchese e anche tra non molto Messina. Una situazione, che a molti, fa ricordare la torrida estate del 1993, dove fallirono molte storiche piazze del calcio italiano.
Già si ebbe un assaggio già in torneo in corso, proprio come quest'anno: infatti, nella primavera del 1993 venne escluso a torneo in corso l'Arezzo, proprio come nello scorso torneo Taranto e Turris. Poi, a luglio, si abbatté una vera e propria scure, con Messina, Catania, Taranto, Ternana, Casertana, Vis Pesaro, Varese e Casale che vennero escluse per inadempienze finanziarie.
Fu un vero terremoto quello, dove solo il Catania, con una lunga battaglia giudiziaria intrapresa dal presidente
Massimino, riuscì salvare il titolo sportivo ripartendo dall'Eccellenza, forse quello che può fare il Messina ora, ma sarà molto più dura. L'altra coincidenza che viene agli occhi è il fatto che il calcio sparì da molte piazze che avevano conosciuto la Serie A, come Messina, Ternana e Varese o erano stabilmente in Serie B tipo il Taranto. Anche nel caso odierno, il Brescia e la SPAL sono state sino qualche stagione fa in Serie A e la Lucchese negli anni 90 era presenza fissa in Serie B.
Alla luce di questo, veramente oggi come lo fu anche allora, urge una ristrutturazione totale del sistema calcistico, senza di questo il calcio italiano non si potrà risollevare, visto il numerosi problemi che lo affliggono.