Serie A
Torino, Baroni: “In porta non ci sono gerarchie o titolari. Domani giocherà Paleari”
Il Torino domani alle ore 15:00 affronterà il Pisa in casa ed ha parlato il tecnico Marco Baroni in conferenza stampa alla vigilia della partita.
I granata voglio dare continuità di risultati dopo le 2 vittorie e i 2 pareggi negli ultimi 4 incontri. Baroni sembra aver finalmente trovato la quadra e la sua squadra sta cominciando a macinare punti. Il tecnico ex Lazio ha parlato della partita di domani, che sarà fondamentale per continuare a tenere alta la testa, l’umore e anche la classifica.
Torino, le parole di Baroni
Dove vede margini di crescita nel Toro?
“Gli errori fanno parte del gioco, l’attenzione fa parte della mentalità. Ci stiamo lavorando, stiamo creando una base importante e forte per poi guardare in alto. Solo lavorando sulla base, si può guardare oltre. La crescita della squadra è costante, non dobbiamo scendere dalla nostra prestazione massimale. Il Pisa è ostico e fisico, concentrato, una squadra feroce. Serve la nostra prestazione massimale”
Domani gioca Paleari? Come gerarchie ci può essere un ribaltone con Israel?
“Mi sono già espresso: non sono abituato a vedere titolari e no, è una forma di rispetto verso i calciatori e il loro lavoro. Israel è un portiere bravo e di valore, è il suo valore che lo riporta in porta, non le gerarchie. Altrimenti commetterebbe un errore. In questa maniera, c’è uno stimolo costante nel lavoro: tutti devono dare il massimo, perché così poi giocano. Paleari? Siamo contenti, si è fatto trovare pronto, sarà ancora lui in porta”

Depositphotos_536381204_S
Chi può migliorare come ritmo offensivo?
“Parlo di ritmo di squadra, non individuale. A noi serve ritmo, lo intendo così: giocare veloce, lo deve fare il collettivo. E contro una squadra solida e fisica come il Pisa, ci serve proprio questo”
Come sta Ngonge?
“Non è in perfette condizioni, è uscito dolorante. Sarà della partita, ma ho attaccanti bravi e giocheranno tutti. Tutti daranno il massimo”
Quale può essere l’ambizione del Toro?
“Mi ripeto, stiamo lavorando sulla base. L’obiettivo è ritrovare un’identità di squadra e di solidità, la mia attenzione è sulla base. Poi guarderemo all’altezza e a dove possiamo arrivare, dobbiamo farlo con umiltà come sta facendo il gruppo”
Le ultime prestazioni hanno aumentato l’autostima?
“I risultati portano fiducia e convinzione, poi serve l’umiltà per lavorare e ritrovarci lì dentro. Solo con dedizione e lavoro dai continuità ai risultati: ora è importante la crescita prestazionale, lo spirito di sacrificio, e su questo dobbiamo continuare. L’attenzione e la cura del dettaglio rappresentano la vera crescita del gruppo”
Qual è il dettaglio che farà la differenza contro il Pisa?
“Avere la consapevolezza che il Pisa è ostico e ha fatto prestazioni importanti contro grandi squadre. Hanno fiducia e convinzione, dobbiamo guardare alla nostra prestazioni che deve avere ferocia, attenzione e compattezza. Il risultato sta dentro lì, non scendere di un gradino dalla nostra prestazione massimale”
Il 3-5-2 è una sorta di porto sicuro oppure per ci può essere margine per variarlo?
“Non chiudo porte a variazioni: parto dai giocatori, poi cerco di cucire dove la squadra si sente più comoda”
Come stanno Anjorin e Ismajli?
“Ismajli è probabile che giochi, sta bene ed è un problema di tenuta nei 90 minuti. Anjorin è un giocatore fondamentale e importante, ha qualità e forza: ha avuto questa brutta fascite, ne sta uscendo e sta lavorando con la squadra. Sono fiducioso, è vicino e deve trovare la miglior condizione. Non deve pensare ai 90 minuti, ma a una parte di gara”

Ardian Ismajli ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Qualche scelta di domani può essere in funzione del derby? E alla Juve è arrivato un altro toscano…
“Ci penseremo domani dopo le 17. In questo momento, c’è soltanto questa partita: avessi 11 diffidati, li farei giocare tutti. Ci aspetta poi una partita meravigliosa, ma ci pensiamo dopo le 17”
Come procede la maturazione di Casadei?
“Ho grande visione su di lui, è un giocatore di spazio: deve avere questa visione, sta bene fisicamente e si sta costruendo nel ruolo. Deve portare la sua presenza in ogni fase della gara, ha le qualità per farlo. Ho fiducia nel suo miglioramento, ho visto un ragazzo partecipe e convinto. Spero di portarlo alla mia visione, che è molto alta”
Ci sono altri giocatori che possono cambiare ruolo, come ad esempio Tameze?
“Tameze sta molto bene. Non è che voglio cambiare ruolo ai giocatori, ci sono diversi fattori: la necessità, il miglioramento della squadra, oppure la compatibilità del giocatore con la variazione del ruolo, e poi la disponibilità. Ho giocatori disponibili, quando faccio cose del genere è perché parto da una convinzione e poi la condivido con il calciatore”
Biraghi è un po’ penalizzato dal 3-5-2?
“Oltre ad essere un titolare, lo considero un capitano. Ha un percorso importante, con il suo lavoro e con dedizione riesce a essere contagioso e d’esempio ai più giovani. Massima fiducia in lui: ho giocatori in questo ruolo, che è dispendioso, e chi non parte poi entra. Non esiste di certo un problema Biraghi”
Serie A
Bologna, Tedesco in bilico: le ore che cambiano lo scenario a Casteldebole
Il futuro di Domenico Tedesco sulla panchina del Bologna si è complicato nel giro di poche ore: alla fiducia filtrata in mattinata è seguita, nel pomeriggio, una serie di valutazioni interne sulla sua posizione. Nessun esonero, però, è stato ufficializzato.

DOMENICO TEDESCO, CT DEL BELGIO, DURANTE LA PARTITA DI UEFA NATIONS LEAGUE TRA ITALIA E BELGIO (FOTO DI EMMANUELE CIANCAGLINI/GETTY IMAGES)
Bologna-Tedesco, cosa cambia nel giro di poche ore
La mattinata del 15 settembre si è aperta con il confronto previsto a Casteldebole tra il tecnico e i vertici rossoblù. Sul tavolo l’avvio negativo in campionato e, soprattutto, la prestazione offerta nella sconfitta contro il Napoli.
Le prime indiscrezioni descrivevano ancora una società intenzionata ad analizzare la crisi insieme al proprio allenatore, senza mettere subito in discussione la panchina. Nel corso del pomeriggio, tuttavia, lo scenario è diventato più delicato: sarebbero emerse valutazioni sulla posizione di Tedesco all’interno del club.
Il condizionale resta d’obbligo su questo punto. Il tecnico non è stato esonerato e, al momento della pubblicazione, non esiste un comunicato ufficiale del Bologna che annunci una separazione.
Un punto in quattro giornate: i numeri della crisi rossoblù
A spiegare l’aumento della pressione è soprattutto la classifica. Dopo quattro giornate di Serie A 2026/27, il Bologna occupa il 16° posto con un punto, senza vittorie e con appena 2 gol segnati.
Il percorso è netto: 0-1 contro la Lazio, 0-1 con l’Atalanta, 2-2 contro il Sassuolo e 0-1 a Napoli. Tre sconfitte di misura, ma anche tre gare chiuse senza segnare.
Il dato offensivo resta il più evidente. Le uniche reti rossoblù sono arrivate nel pareggio con il Sassuolo, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.
Dopo il ko del Maradona, anche il vice allenatore Andrea Tarozzi ha riconosciuto il problema: «Abbiamo creato troppo poco, anche rispetto alle nostre ultime partite».
Le parole di Fenucci, undici giorni prima
Il possibile cambio di scenario pesa ancora di più alla luce di quanto dichiarato dal club a inizio settembre. Il 4 settembre l’amministratore delegato Claudio Fenucci aveva definito la stagione un anno di ricostruzione, indicando la top 10 come possibile traguardo e chiedendo pazienza per il nuovo corso.
Sul tecnico, in particolare, era stato chiaro: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà». Tedesco, del resto, è arrivato a Bologna soltanto il 2 giugno 2026, con un contratto fino al 30 giugno 2028 e opzione per un’ulteriore stagione.
Un eventuale cambio dopo quattro giornate rappresenterebbe quindi una svolta molto anticipata rispetto al progetto impostato appena tre mesi fa.
Il Torino sullo sfondo, ma prima la scelta su Tedesco
Il prossimo impegno di campionato sarà Bologna-Torino, sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara. Tedesco, sulla carta, deve ancora scontare la seconda delle due giornate di squalifica ricevute dopo l’espulsione contro il Sassuolo, sanzione accompagnata da un’ammenda di 5.000 euro.
Dopo quanto emerso il 15 settembre, però, il primo interrogativo non riguarda più soltanto la sua presenza fisica in panchina contro i granata. Il Bologna deve prima decidere se proseguire con l’allenatore a cui, undici giorni fa, aveva pubblicamente promesso tempo, oppure cambiare strada dopo un avvio da un punto in quattro giornate.
La posizione di Tedesco è ormai un tema concreto in casa rossoblù. L’esonero, invece, resta al momento un’ipotesi e non un fatto ufficiale.
Serie A
Como-Parma, le probabili: Kean dal 1′ dopo la Champions
Le probabili formazioni di Como-Parma. Fabregas applica il turnover con Kean e Rodriguez, Cuesta conferma la difesa a tre.

LA GRINTA DI CARLOS CUESTA CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Turnover Como, Fabregas ruota gli uomini dopo l’Europa
Archiviata la storiche e dispendiosa serata di Champions League, il Como si rituffa nel campionato con la necessità di gestire le energie psicofisiche dell’organico. Cesc Fabregas ha predisposto una serie di avvicendamenti in tutti i reparti per affrontare il Parma. In difesa, davanti all’estremo difensore Butez, Kempf si candida a far rifiatare Chalobah al fianco di Ramon, mentre le corsie esterne vedranno il probabile debutto dal primo minuto del giovane Kaiki a sinistra e l’impiego di Smolcic a destra.
In mediana si ricompone la cerniera composta da Perrone e Da Cunha per garantire equilibrio. Sulla trequarti, a supporto della punta centrale Moise Kean, agira il tridente formato da Jesus Rodriguez al posto di Diao, Nico Paz al centro e la conferma dell’ispirato Baturina sulla fascia sinistra.
Le scelte del Parma, Cuesta insiste sulla difesa a tre
Sul fronte opposto, il tecnico del Parma Carlos Cuesta appare orientato a proseguire con il modulo tattico a tre difensori. A protezione del portiere Corvi agirà la linea composta da Troilo al centro, affiancato da Delprato sul centro-destra e da Diego Carlos sul centro-sinistra, con quest’ultimo in vantaggio nel ballottaggio con Valenti.
La linea di centrocampo vedrà Britschgi e Valeri presidiare le corsie esterne, mentre la regia sarà affidata all’alternanza tra Keita e Ordonez, con Fabbian a garantire gli inserimenti offensivi. In attacco restano aperti i dubbi principali. Lo staff emiliano valuta l’impiego del tandem formato da Romero e Toure, pur mantenendo viva l’ipotesi di confermare dal primo minuto l’ottimo stato di forma di Lontani.
Serie A
Bondo dice no all’estero e sceglie il Milan: ora chiede spazio ad Amorim
Il francese ha rifiutato alcune opportunità all’estero e ha chiesto formalmente di tornare ad allenarsi con la prima squadra. Il club deve rispondere entro cinque giorni.

WARREN BONDO DELL’US CREMONESE CONTROLLA IL PALLONE (FOTO DI SPORTINFOTO/DEFODI IMAGES/DEFODI VIA GETTY IMAGES)
Warren Bondo ha scelto di restare al Milan e ora vuole giocarsi le proprie possibilità a Milanello: dopo un’estate trascorsa ad allenarsi separatamente e alcune proposte estere rifiutate, il centrocampista francese ha chiesto formalmente di essere reintegrato nel gruppo della prima squadra. La decisione passa ora al club, chiamato a rispondere entro cinque giorni.
Il mercato avrebbe dovuto portarlo lontano dai rossoneri. Bondo ha invece scelto di non accettare le ultime possibilità di trasferimento e di restare almeno fino a gennaio.
Da esubero in cerca di una sistemazione, il classe 2003 vuole adesso provare a riconquistare spazio in rossonero.
Un’estate fuori dal gruppo
Bondo è rientrato a Milanello dopo la stagione trascorsa in prestito alla Cremonese, ma non è stato convocato da Rúben Amorim per il raduno estivo.
Il centrocampista si è allenato separatamente mentre il club lavorava alla sua uscita. Negli ultimi giorni della sessione erano emerse diverse possibilità, anche all’estero, senza però arrivare al trasferimento.
La situazione è cambiata definitivamente dopo la chiusura dei principali mercati europei.
Bondo rifiuta l’estero e resta al Milan
Tra le ultime possibilità rimaste aperte c’era la Turchia. Il francese ha rifiutato due proposte provenienti dalla Süper Lig e ha deciso di proseguire la stagione in rossonero almeno fino alla finestra di gennaio.
Una scelta che cambia anche il suo obiettivo immediato.
Bondo non è più in attesa di una destinazione: vuole tornare a lavorare con la prima squadra e provare a modificare sul campo una gerarchia che durante l’estate lo aveva lasciato ai margini.
La richiesta di reintegro
Il 10 settembre i legali del giocatore hanno compiuto il passo successivo, inviando al Milan una PEC con la richiesta formale di reintegro nel gruppo della prima squadra.
Il club ha cinque giorni per fornire una risposta.
Per il centrocampista il ritorno agli allenamenti con i compagni rappresenta il passaggio necessario per giocarsi le proprie carte con Amorim. Dopo aver scelto di restare, Bondo vuole trasformare i prossimi mesi in una nuova opportunità all’interno del Milan.
Un investimento da 10 milioni più bonus
La situazione riguarda un giocatore sul quale i rossoneri avevano investito poco più di un anno e mezzo fa.
Bondo è arrivato dal Monza nel febbraio 2025 a titolo definitivo per circa 10 milioni di euro più 2 di bonus, firmando un contratto valido fino al 30 giugno 2029.
Nella seconda parte della stagione 2024/25 ha trovato poco spazio al Milan, raccogliendo 4 presenze in Serie A e 164 minuti.
Da qui la scelta del prestito alla Cremonese nell’estate successiva, con l’obiettivo di garantirgli maggiore continuità.
I numeri della stagione alla Cremonese
Con la Cremonese il minutaggio del francese è cresciuto in maniera significativa.
Nella Serie A 2025/26 Bondo ha disputato 27 partite per complessivi 1.771 minuti, senza gol né assist.
Un’intera stagione nel massimo campionato gli ha permesso di accumulare esperienza prima del ritorno a Milanello, dove però Amorim lo aveva inizialmente escluso dal progetto tecnico.
Ora il classe 2003 vuole utilizzare proprio il percorso fatto a Cremona per costruirsi una nuova possibilità in rossonero.
Bondo prova a riaprire la sua storia con il Milan
Il mercato non ha prodotto la separazione prevista all’inizio dell’estate. Bondo ha poi rifiutato le ultime possibilità all’estero e ha scelto di restare a Milano.
Il passo successivo è la richiesta di reintegro.
A 22 anni, con una stagione da oltre 1.700 minuti in Serie A alle spalle e un contratto fino al 2029, il francese vuole tornare a competere per un posto nel centrocampo di Amorim.
La traiettoria dell’estate si è quindi ribaltata: Bondo non cerca più una via d’uscita dal Milan. Ha scelto di restare e ora vuole giocarsi sul campo la possibilità di cambiare la propria posizione nelle gerarchie rossonere.
-
Serie A6 ore faBologna, Tedesco in bilico: le ore che cambiano lo scenario a Casteldebole
-
Calciomercato8 ore faAdžić, 200 minuti alla Juventus e 203 al Sassuolo: perché il prestito sta funzionando
-
Calciomercato9 ore faManchester City, nessuna clausola per Haaland: Barcellona e Real Madrid restano alla finestra
-
Calciomercato9 ore faYoung Boys, Sanches fino a 20 milioni: perché la Fiorentina lo segue
-
Calciomercato11 ore faBarcelona, Balde da 47 presenze a zero: Liverpool e Manchester United osservano
-
Calciomercato12 ore faLazio, Noslin nel mirino degli Emirati Arabi Uniti: la formula che non convince i biancocelesti
-
Notizie13 ore faIl fair play sotto i riflettori domani al CONI
-
Calciomercato14 ore faRaphinha, il 2028 non basta al Barcelona: Chelsea e Arsenal alla finestra