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Calciatori famosi italiani: stile, successo e fortuna fuori dal campo

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I calciatori famosi italiani sono simbolo di successo e fortuna, anche fuori dal campo da calcio. Sembra quasi che le vittorie ottenute sul campo riescano a riflettere la loro luce anche esternamente.

Basti pensare a nomi come Gianluigi Buffon, storico portiere della Juventus, che è riuscito a ottenere vincite con tanti zeri anche nei casino deposito minimo 1 euro: tanto per arrotondare il compenso già elevato da calciatore professionista, si sono aggiunte le vincite al gioco! 

 

I nomi più famosi del calcio sono ormai seguiti senza sosta anche dai follower. Ormai la loro vita privata non è più tale: ogni viaggio viene accuratamente documentato, postato e condiviso e ogni flirt viene eseguito con interesse quasi morboso dai fan. Un grande classico è quello delle coppie formate da calciatori e volti conosciuti dello spettacolo, che siano attrici, influencer o partecipanti a qualche reality di successo, per un’eco mediatica amplificata.

I nomi del calcio italiano divenuti VIP

Ci sono calciatori famosi attuali che sono vere e proprie ispirazioni per tanti appassionati e non. Trasferire la capacità calcistica al di fuori del settore non è per tutti: strategia e determinazione sono fondamentali, ma un pizzico di fortuna è l’ingrediente che fa la differenza. Come conferma la maggior parte dei giocatori nella Dolly Casino recensione, la dea bendata ha l’ultima parola solo se l’esperienza e l’abilità la precedono!

calciatori

https://pixabay.com/illustrations/football-ball-fire-flames-burn-1406106/

 

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Diamo quindi un’occhiata ai giocatori che si sono distinti per il loro successo che nasce con il pallone ma si estende ben oltre.

Francesco Totti

Francesco Totti è un po’ il simbolo dei calciatori italiani famosi che, dai semplici quartieri romani, ottengono un successo da favola. A distinguere Totti è anche la fedeltà a una stessa squadra durante tutta la sua carriera in serie A: la Roma. Anche quando gli è stato offerto di entrare in squadre del calibro di del Real Madrid, Francesco ha deciso di rimanere fedele alla sua squadra del cuore.

 

Le sue abilità calcistiche sono state confermate dai numeri: oltre alle sue partite storiche che hanno incluso scudetti, Coppa Italia, Supercoppe e Mondiali, ci sono oltre 250 gol che hanno contraddistinto la sua carriera sul campo da calcio. La sua fama è stata tale da aver ispirato una serie televisiva di poche puntate, dal titolo ”Speravo di morì prima”.

 

A completare il quadro c’è stato il matrimonio con una delle donne più amate dello spettacolo, Ilary Blasi. I due hanno avuto una figlia, Chanel, e la loro storia d’amore è stata, per diversi anni, da manuale. La separazione avvenuta qualche tempo fa sembra aver rotto un incantesimo, iniziato con una semplice dedica da parte del calciatore a Ilary: “6 unica”.

Gianluigi Buffon

Gianluigi Buffon è un nome salito alla ribalta tra i calciatori famosi, anche per le sue vicende sentimentali. Il portiere è stato un altro simbolo di lealtà e fedeltà al ruolo, dato che la retrocessione in serie B della sua squadra non ha provocato nessuna decisione di allontanamento da parte del giocatore, tuttora considerato uno dei più forti del panorama italiano e non solo. A confermare il suo valore c’è l’acquisto completato anni fa da parte della Juventus, che ha siglato uno degli scambi più costosi della sua storia. Buffon si distingue anche per il numero di presenze in campo, che arrivano a 657. 

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Ma il calcio non è l’unico settore di grande successo del portiere italiano, che vanta ora il ruolo di capo delegazione della FIGC. Anche dal punto di vista sentimentale la sua storia vanta esperienze che hanno fatto sognare i tifosi, e non solo. Il matrimonio con la modella Alena Seredova ha ricalcato un cliché abbastanza comune, che sembrava ormai definitivo per la coppia. Qualche anno fa però sono iniziate a circolare voci di un tradimento con Ilaria D’Amico.

 

Nel giro di poco tempo la relazione è divenuta ufficiale e la nuova coppia ha infervorato i commenti dei fan, che non si sono limitati nel manifestare le loro preferenze per l’uno o l’altro dei due volti femminili.

Roberto Baggio

Roberto Baggio è tra i calciatori italiani famosi che hanno lasciato il segno nella cultura popolare italiana. Soprannominato “divin codino” per le sue abilità calcistiche, secondo alcuni è stato il calciatore più potente del nostro calcio. Sono gli anni ‘90, un’epoca in cui non c’erano ancora i social e la popolarità di un giocatore si formava sul campo e su quello che i paparazzi riuscivano a sapere della vita privata. 

 

Baggio inizia la sua carriera calcistica a 16 anni, un percorso che sarebbe terminato poco più di 20 anni fa. La prima squadra della serie A in cui entra è la Fiorentina, che lascerà nel 1990 per passare alla Juventus. Nello stesso anno, il giocatore segna uno dei gol più clamorosi della storia del calcio italiano: una rete da centrocampo, in una partita contro (l’allora) Cecoslovacchia. Da lì, sarebbe stata una sequenza di successi: dalla Coppa Uefa fino ai Mondiali passando per il Pallone d’oro. 

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Baggio chiude la sua carriera calcistica con il Brescia e da allora ha deciso di lasciare del tutto il settore calcistico. Ad oggi, sappiamo che il cannoniere italiano ha scelto uno stile di vita semplice e lontano dalle luci dei riflettori. Ma l’immagine del calciatore che, in ginocchio sul campo, posa le mani sulla testa per il rigore sbagliato contro il Brasile è tuttora stampata nella storia del calcio. E nella stima che tutte le tifoserie hanno sempre dimostrato nei suoi confronti.

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Il fair play sotto i riflettori domani al CONI

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fair play

Fair Play protagonista domattina a Roma. Dallo sport all’impresa, dalla formazione della persona allo sviluppo dei territori. È questo il filo conduttore dell’incontro dedicato a Bellessere Fairplay. Si tratta del progetto ideato dalla Fondazione E-novation, in programma mercoledì 16 settembre alle ore 10 presso il Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” del Coni, a Roma.

RUGGERO ALCANTERINI (PRESIDENTE COMITATO NAZIONALE FAIR PLAY) TRA I PROTAGONISTI AL CONI

L’iniziativa è davvero molto interessante, dal titolo “Dai campi di gioco ai diversi campi della vita d’impresa e nelle professioni”. Questo punta a valorizzare lo sport come strumento di crescita personale e sociale, mettendo in evidenza come principi quali disciplina, sacrificio, continuità, rispetto delle regole e capacità di cooperazione possano diventare patrimonio anche della vita professionale e imprenditoriale. Presente ovviamente Ruggero Alcanterini, presidente del Comitato Nazionale Fair Play.

Al centro dell’incontro il concetto di “Coopetition”, sintesi tra competizione e cooperazione, inteso come modello basato sul confronto nel rispetto delle regole e sulla capacità di costruire opportunità condivise.

“È bello vedere tanti giovani crescere e affermarsi come imprenditori, in tanti campi, facendo propri gli insegnamenti dello sport come la continuità, il sacrificio e la disciplina, ma anche affermando nella natura di imprenditori i valori della Coopetition”, sottolinea Massimo Lucidi, presidente della Fondazione E-novation e ideatore del format Bellessere Fairplay.

OSPITI E PROGRAMMA EVENTO 2026 FAIR PLAY – ROMA

L’appuntamento (si parte domattina ore 10:00 Largo Giulio Onesti 1, Roma) riunirà rappresentanti del mondo della finanza, dell’impresa, dello sport, della medicina e delle professioni. Tra i protagonisti Michele Albanese, presidente di Banca BCC Montepruno; Roberto Pucciano, Ceo di Anchorage Group; Marco Sturlese, consulente strategico per la finanza sostenibile; Francesco Mitrano, presidente della Federazione e del Club del Polo di Montecarlo; Salvatore Cristiani, medico dello sport e docente della Scuola dello Sport. Sotto la locandina completa con gli ospiti.

Previsto inoltre un video saluto degli atleti e influencer digitali Filippo Soavi e Gianmarco Enas. L’incontro sarà moderato da Massimo Lucidi e si concluderà con l’intervento di Ruggero Alcanterini, presidente del Comitato Nazionale Fairplay. Buon evento a tutti.

bellessere

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Torino-Roma, le probabili: Molina dal 1′, Dybala fuori

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Le probabili formazioni di Torino-Roma. Gasperini fa turnover con Molina e il duo Soulé-Mora, Abate sceglie tra Adams e Simeone.

Roma

Donyell Malen a terra ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Le scelte di Gasperini, turnover controllato dopo l’Europa

Reduce dalle fatiche del debutto stagionale in Champions League contro il Fenerbahçe, la Roma si proietta sul posticipo del lunedì contro il Torino con l’obiettivo di centrare il quarto successo consecutivo in campionato. Gian Piero Gasperini pare intenzionato ad apportare diverse modifiche all’undici di partenza per dosare le energie della rosa. Tra i pali resta insostituibile Svilar, mentre nel pacchetto arretrato Balerdi insidia Mancini per completare il terzetto con Ndicka ed Hermoso.

La novità principale riguarda la corsia destra dove Molina si appresta a collezionare la prima presenza dal primo minuto, con Wesley sul versante opposto. In mediana, le condizioni di Koné restano da monitorare dopo il fastidio al ginocchio accusato in coppa, con Pisilli pronto a rilevare il francese accanto a Cristante. In attacco si va verso un turno di riposo per Dybala. Sulla trequarti agirà la coppia composta da Soulé e Mora alle spalle dell’unica punta Malen.

La risposta del Torino, Abate rinforza la mediana

Sul fronte granata, mister Abate prepara la strategia per imbrigliare la manovra capitolina. In difesa si valutano fino all’ultimo le condizioni di Coco. In caso di forfait è pronto Ismajli per guidare il reparto con Comuzzo e Comert a protezione del portiere Perri. La cerniera di centrocampo vedrà Mandragora e Fitz-Jim affiancati da Gineitis, riproponendo l’assetto folto a tre già visto nella sfida di Firenze.

Sulle corsie esterne resta vivo un ballottaggio a tre per due maglie tra Belghali, Fortini e Cacciamani. In attacco, con Vlasic confermato nel ruolo di raccordo, il terminale offensivo vedrà Adams in leggero vantaggio su Simeone, forte della rete realizzata al Franchi nello scorso turno.

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Infantino, la Francia dice basta: il nodo non è più FIFA Forward Enterprise

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Infantino, la Francia dice basta: il nodo non è più FIFA Forward Enterprise

Il Comitato Esecutivo della FFF ha deciso di non sostenere più Gianni Infantino verso le elezioni FIFA del 2027: la cancellazione di FIFA Forward Enterprise non basta a chiudere la partita sulla governance.

Infantino, la Francia dice basta: il nodo non è più FIFA Forward Enterprise_2

IL PRESIDENTE DELLA FIFA GIANNI INFANTINO DURANTE UNA VISITA A UN IMPIANTO SPORTIVO A CALI, COLOMBIA, IL 7 AGOSTO 2026 (FOTO DI JAIME SALDARRIAGA/AFP VIA GETTY IMAGES)

La Francia cambia posizione dopo il caso FFE

La Federazione francese, riunita il 10 settembre a Parigi su richiesta del presidente Philippe Diallo, ha deciso all’unanimità di ritirare il sostegno a Infantino per l’elezione del presidente FIFA, in programma il 18 marzo 2027 a Rabat, in Marocco. La FFF aveva appoggiato Infantino il 29 giugno: poco più di due mesi dopo, per la federazione le condizioni per confermare quel sostegno sono venute meno.

Il progetto FFE è morto, il problema della governance no

FIFA Forward Enterprise era la società commerciale proposta dalla FIFA per aprire a investitori esterni le partecipazioni legate agli asset commerciali delle competizioni, Coppa del Mondo compresa. Infantino l’aveva difesa come un’opportunità per generare risorse da destinare allo sviluppo del calcio. Il 30 luglio, però, UEFA e le sue 55 federazioni nazionali hanno respinto all’unanimità la proposta, e il giorno successivo lo stesso Infantino ne ha annunciato lo stop. Resta il nodo politico: per la FFF la questione della governance non può considerarsi risolta solo perché il progetto è stato archiviato.

Diallo chiede trasparenza e consultazioni

Il presidente della FFF ha insistito sulla necessità di informazioni complete, consultazioni approfondite e un processo decisionale trasparente prima di decisioni capaci di incidere sul futuro del calcio. La federazione ha già annunciato un ciclo di consultazioni con personalità francesi e internazionali per elaborare proposte di riforma della governance FIFA, con particolare attenzione a trasparenza e indipendenza.

Anche l’Italia aveva già tolto il proprio sostegno

Il 26 agosto la FIGC aveva ritirato ufficialmente il sostegno alla candidatura di Infantino. Il presidente Giovanni Malagò aveva spiegato che la Federcalcio continuerà a lavorare con UEFA e le altre federazioni europee per un modello fondato su merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi. Italia e Francia si trovano così sulla stessa linea: la cancellazione di FFE non chiude, da sola, il confronto con l’attuale vertice FIFA.

UEFA vuole una riforma più profonda

Il 27 agosto, a Monaco, le federazioni europee hanno incaricato all’unanimità la presidenza e l’amministrazione UEFA di utilizzare le vie istituzionali, politiche e legali disponibili per ottenere una riforma della FIFA, compreso il ripristino di limiti adeguati all’autorità presidenziale. La UEFA ha inoltre chiesto una revisione esterna e indipendente di FFE, e riferisce di aver ricevuto dalla FIFA conferma scritta che il progetto è stato ritirato in modo “irrevocabile e permanente”. Dopo queste garanzie, la UEFA ha sospeso provvisoriamente il ritiro delle squadre europee dalle competizioni FIFA della stagione successiva.

Verso Rabat, la partita è sulla governance

Infantino ha già annunciato l’intenzione di ricandidarsi in vista del voto del 18 marzo 2027. La FIFA conta 211 federazioni affiliate, quindi l’opposizione europea da sola non decide l’esito delle elezioni. Il tema resta però destinato a restare centrale nei prossimi mesi: la strada verso Rabat passa ormai dal rapporto tra presidente, federazioni e istituzioni.

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