Gianluigi Buffon, al Globe Soccer Awards Europe 2024, si è espresso su vari temi. Ha parlato della nazionale, di Spalletti e ha dato un opinione sul nuovo allenatore della Juventus.
Ieri sera è andato in scena il
Globe Soccer Awards Europe 2024, in cui all'ex capitano della
Juventus è stato riconosciuto un premio alla carriera.
In seguito alla consegna del premio, ha avuto la possibilità di esprimersi riguardo ad alcuni argomenti del momento. Ha parlato della nazionale italiana, concentrandosi sull'
Europeo ormai alle porte, a cui prenderà parte come capo delegazione della nazionale, e dei cambiamenti trasmessi alla squadra da
Spalletti.
Inoltre, si è espresso anche sulla scelta di affidare a
Thiago Motta la panchina della
Juventus e su ciò che potrà dare ai
bianconeri.
Le dichiarazioni di Buffon
Di seguito, le parole di Buffon:
SUL PREMIO - "E' un grande onore essere qui e ricevere questo riconoscimento alla mia carriera.
Questo è un premio che è stato vinto dai più grandi giocatori e sono davvero grato per questo premio, vuol dire che c'è grande considerazione per quello che ho fatto da portiere. Ma dato che ora sto iniziando a lavorare duro per un'altra carriera, spero tra qualche anno di tornare qui e ricevere un altro premio per ciò che farò da allenatore".
SU THIAGO MOTTA - “Quello che ha dimostrato in questi anni, perché secondo me anche a La Spezia ha fatto un piccolo capolavoro, è il risultato di un allenatore che ha qualcosa di speciale. La Juve probabilmente, volendo cercare di dare nuova linfa al progetto, un progetto ambizioso quando prendi un allenatore simile, anche suggestivo, secondo me ha avuto il coraggio anche di rischiare. Secondo me è un rischio calcolato.
Di allenatori speciali nella storia ce ne possono essere anche più di uno e sicuramente a oggi Thiago, per il percorso fatto,
sta dimostrando di essere speciale”.
SULL'EUROPEO - “Curioso di vedere quello che posso dare e curioso di vedere come affronteremo questo appuntamento. Vialli? Un’eredità enorme. Non posso neanche pensare di poter fare una corsa con loro, perché arriverei staccato. Consapevole di questo devo solo cercare di fare il mio meglio per dare quello che posso.
Come penso di guidare i ragazzi? Avendoli conosciuti bene credo che abbiano poco bisogno di orientamento, perché non sono dei ragazzi disorientati. Quelle poche volte che magari può capitare che qualche singolo vada fuori dall’alveo credo che già la presenza del mister basti a farlo rientrare in questo letto. La mia presenza può risultare quindi utile in altre situazioni”.
SU SPALLETTI -“
Spalletti ha portato un senso di appartenenza spiccato, un modo di lavorare serio, lui e il suo staff stanno facendo di tutto per provare a dare qualcosina in più a questa squadra. Gara d'esordio la più complicata? La più difficile probabilmente no, ma forse la più delicata, perché iniziare nel modo corretto ti può dare quella fiducia e quella positività di cui tutti hanno bisogno, anche noi".