Fikayo Tomori può diventare la soluzione tattica che permette a Rúben Amorim di cambiare la difesa del Milan senza effettuare sostituzioni. In vista della sfida di Europa League contro il Salisburgo, in programma il 15 ottobre alle 18:45, il tecnico valuta il suo impiego sulla destra: una scelta che consentirebbe ai rossoneri di alternare la linea a quattro e quella a tre durante la stessa partita.
Dopo il pareggio per 1-1 contro il Sassuolo dell'11 ottobre, il Milan cerca nuove soluzioni per trovare maggiore equilibrio. Il possibile utilizzo dell'inglese non riguarda soltanto il suo ritorno tra i titolari, ma soprattutto la possibilità di modificare l'assetto della squadra attraverso i movimenti dei giocatori già in campo.
Tomori sulla destra nelle scelte di Amorim
Le indicazioni della vigilia vedono il difensore candidato a partire dal primo minuto, con De Winter e Pavlović tra i riferimenti centrali e Bartesaghi possibile soluzione sulla sinistra.
Il Milan può iniziare con il 4-2-3-1, affidando a Tomori il ruolo di terzino destro, oppure utilizzare una linea a tre nella quale l'inglese occuperebbe la posizione di braccetto destro.
La sua esperienza da centrale rende interessante entrambe le interpretazioni. Tomori è abituato a difendere gli spazi alle spalle della linea, affrontare gli attaccanti nell'uno contro uno e proteggere la profondità. Caratteristiche che possono aiutare i rossoneri soprattutto quando gli esterni offensivi si alzano.
Il precedente contro il Sassuolo, con il difensore rimasto in panchina e una struttura iniziale a quattro, mostra come Amorim stia già lavorando su diverse disposizioni. La partita europea rappresenta un'altra occasione per valutarne le alternative.

Dal 4-2-3-1 al 3-4-2-1: come cambia il Milan
Il passaggio tra i due moduli può partire proprio dal movimento di Tomori.
Con la difesa a quattro, l'inglese occuperebbe la fascia destra accanto a De Winter e Pavlović. Nel momento in cui il Milan scegliesse di trasformarsi in un 3-4-2-1, il difensore potrebbe stringere verso il centro, formando il terzetto con gli altri due centrali.
Il cambiamento coinvolgerebbe anche gli esterni. Sulla destra un giocatore come Hutchinson potrebbe avanzare o allargarsi per garantire ampiezza, mentre Bartesaghi avrebbe la possibilità di salire sulla corsia opposta.
In questo modo i rossoneri passerebbero da quattro difensori e tre giocatori alle spalle della punta a una struttura con tre centrali, due esterni di centrocampo e due trequartisti.
Non servirebbe modificare gli interpreti, ma soltanto le loro posizioni. È questo il vantaggio della soluzione: Amorim potrebbe adattare la squadra alle diverse fasi della partita, aumentando la copertura centrale oppure cercando maggiore presenza sulle fasce.
Tomori può dare equilibrio, ma gli esterni diventano decisivi
La presenza dell'inglese sulla destra offrirebbe al Milan un difensore capace di stringere verso il centro senza perdere i riferimenti tipici del ruolo di centrale.
Questo potrebbe essere utile soprattutto nelle transizioni negative, quando la squadra perde il pallone con diversi giocatori oltre la linea della palla. Tomori avrebbe il compito di proteggere il settore destro e limitare gli spazi per le ripartenze avversarie.
Il passaggio alla difesa a tre richiederebbe però un'organizzazione precisa sulle corsie. Se Tomori si accentra, il Milan deve mantenere un giocatore largo a destra, evitando di concentrare tutta la manovra nella zona centrale.
Anche sul lato opposto diventerebbe importante il movimento di Bartesaghi, chiamato a garantire ampiezza in fase offensiva e a rientrare rapidamente quando il possesso passa agli avversari.
La soluzione, quindi, non renderebbe automaticamente il Milan più solido. Il vantaggio dipenderebbe dalla capacità dei giocatori di coordinare gli spostamenti e mantenere le distanze tra i reparti.
Contro il Salisburgo il possibile impiego di Tomori può offrire ad Amorim un'indicazione importante per il prosieguo della stagione: utilizzare lo stesso undici per interpretare due sistemi differenti, senza dover ricorrere ogni volta a un cambio dalla panchina.







