Scommesse, è Casale il quinto nome di Corona: ma per la Procura di Torino non ci sono evidenze sul coinvolgimento nel caso che sta turbando il Calcio italiano.
Novità importanti nella vicenda
Scommesse che sta sconvolgendo il
Calcio italiano nelle ultime ore.
C'è il quinto nome dei calciatori coinvolti nel caso: secondo
Fabrizio Corona anche
Nicolò Casale sarebbe coinvolto.
Scommesse, Corona: "Casale coinvolto". Ma la Procura di Torino smentisce.

La rivelazione è arrivata ieri nel corso di
Avanti Popolo, programma condotto da
Nunzia De Girolamo su
Rai3.
Secondo l'imprenditore originario di Catania, sarebbero addirittura tre i nuovi nomi coinvolti nella vicenda.
Il primo, come confermato oggi in maniera ufficiosa sui canali social di
Dillinger News, l'agenzia di informazione gestita da
Corona, è quello di
Nicolò Casale.
Nel post su
Instagram che annunciava il coinvolgimento del difensore della
Lazio, si parla del
"giocatore con maggior problemi rispetto a tutti gli altri coinvolti in questa inchiesta, per diversi motivi e altre problematiche personali".
Sono arrivate, a smentire il possibile coinvolgimento di
Casale, le parole dell'avvocato del difensore classe '98
Guido Furgiuele, che ha dichiarato:
“Nicolò Casale non ha mai scommesso s’una competizione sportiva ed ha consacrato la sua vita sempre e solo all’impegno sportivo. Ciò nonostante sono state messe in circolazione accuse infondate e calunniose sul suo coinvolgimento nell’inchiesta riguardante le scommesse nel mondo del calcio.
Attesta la sua totale estraneità all’indagine ed ai fatti a cui si riferisce e la gravità delle accuse mosse nei suoi confronti, sporgeremo querela e perseguiremo in ogni sede giudiziaria gli autori della diffamazione e/o calunnia, nonché gli editori ed i responsabili dei canali d’informazione con cui siano divulgate tali illecite accuse. Ciò a tutela della sua immagine e della sua onorabilità”.
Gli altri due, invece, sono i nomi di
Stephan El Shaarawy e di
Federico Gatti; per l0r0 però non è ancora arrivato l'annuncio come per
Casale.
Oggi, però, è arrivata una prima risposta a tali rivelazioni.
Secondo quanto appreso da fonti giudiziarie, la
Procura di Torino, difatti, non ha rilevato evidenze a sostegno di quanto dichiarato da Corona e la sua agenzia.