Lucas Da Cunha, classe 2001, francese di origini portoghesi, è diventato un elemento imprescindibile del Como guidato da Cesc Fabregas.
Arrivato nel gennaio 2023 e inizialmente legato da un triennale, ha rinnovato fino al 2029, confermandosi al centro del progetto lariano. Un giocatore così determinante da spingere Fabregas a dichiarare: "Vorrei undici Da Cunha in campo".
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Da Cunha ha espresso grande sintonia con il tecnico spagnolo: "Mi piace lavorare con lui, mi sento bene e posso crescere tanto". Passato da esterno a mediano, ha trovato la sua dimensione ideale: "Partita dopo partita mi sento meglio, la fiducia cresce e il gioco di Fabregas mi mette a mio agio". Tra i suoi modelli, cita Reijnders, Barella e Valverde, ammirando soprattutto la completezza dell’uruguaiano del Real Madrid.
CESC FABREGAS ALZA LE MANI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Como, solo un’offerta top può portarlo via
Il legame con il Como è forte, come confermato dal suo agente Frederic Guerra: "Andrà via solo per club come il Real Madrid o una squadra di Champions League". Il progetto comasco è ambizioso, e Da Cunha vuole restare almeno un altro anno per contribuire alla crescita della squadra.
Dal canto suo Fabregas non teme il confronto con le big, paragonando il progetto lariano a quello della Juventus e confrontandosi con il Real Madrid per Nico Paz. Anche gli episodi arbitrali, come il gol annullato a Da Cunha contro il Milan, dimostrano quanto il Como sia ormai parte del dibattito calcistico di alto livello.
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Si conferma la tradizione e il tabù delle ultime stagioni: il derby della Madonnina tinge nuovamente i suoi colori di rossonero. L'Inter incassa la prima sconfitta in questo campionato di Serie A e sbatte ancora una volta contro l'incantesimo della stracittadina. Al Meazza a fare festa è il Milan di Ruben Amorim, capace di imporsi con un netto 3-1 grazie a una prestazione memorabile e a un assoluto mattatore in campo: Moreira, autentico dominatore della serata con due assist illuminanti e la firma personale sul tabellino dei marcatori.
Il prato del Gewiss Stadium si prepara ad accogliere un incrocio d'alta quota e di grande tensione per la classifica nel turno di Serie A. L'Atalanta ospita il Parma in una sfida che mette in palio punti pesantissimi per entrambe le compagini. I nerazzurri di Maurizio Sarri arrivano all'appuntamento in piena emergenza, costretti a fare a meno di quasi una decina di elementi tra infortuni e problemi di organico; dall'altra parte i ducali si presentano a Bergamo con diverse novità tattiche studiate per sorprendere e dare continuità al proprio percorso.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.