L'Udinese, forte della posizione tranquilla in classifica, pensa alla rosa per la prossima stagione, con un occhio di riguardo alla situazione rinnovi.
I Friulani di Runjaic, grazie agli ottimi risultati fin qui raggiunti, possono godersi la buona posizione incampionato e cominciare a buttare giù la squadra per il prossimo campionato di Serie A, a partire dai rinnovi.
Florian Thauvin ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L'Udinese e i suoi rinnovi
Il caso più caldo è quello riguardante il capitano Florian Thauvin. Il francese, autore di un ottimo campionato fino a questo momento, è in scadenza al termine della stagione. Tuttavia il club ha in mano un'opzione per aggiungere un ulteriore anno e portare così la scadenza al 2026. Dietro le quinte il club ed il giocatore lavorano comunque ad un prolungamento biennale. Se tra le parti non si troverà tale accordo, sarà attivata questa opzione.
Le altre situazioni in bilico sono legate al portiere Daniele Padelli e al difensore Christian Kabasele. Il primo, con il contratto in scadenza, sta valutando se continuare a giocare per un'altra stagione o ritirarsi. Tutte queste valutazioni verranno fatte a stagione conclusa. Anche Kabasele ha il contratto in scadenza ma, visto l'ampio spazio trovato in stagione col tecnico tedesco, è probabile una proposta per un altro anno di contratto da parte del club della famiglia Pozzo.
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Tutto pronto al Tardini per una delle tre sfide delle 18:30 della nona giornata di Serie A, ed è già aria di scontro salvezza: Parma e Udinese sono appaiate a quota 4 punti, con i friulani diciassettesimi e i crociati diciannovesimi. Il Parma di Alberto Gilardino arriva da tre sconfitte consecutive, l'ultima per 2-1 sabato all'Olimpico contro la Lazio. Ancora più pesante il momento dell'Udinese di Kosta Runjaic, che ne ha perse sei di fila, l'ultima domenica in casa contro il Milan (0-2). Arbitra Massa della sezione di Imperia, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, nel Parma Daffara è preferito a Corvi tra i pali, mentre nell'Udinese torna dal primo minuto Zaniolo e arrivano le novità Bertola e Chakvetadze.
Il prato del Gewiss Stadium si prepara ad accogliere un incrocio d'alta quota e di grande tensione per la classifica nel turno di Serie A. L'Atalanta ospita il Parma in una sfida che mette in palio punti pesantissimi per entrambe le compagini. I nerazzurri di Maurizio Sarri arrivano all'appuntamento in piena emergenza, costretti a fare a meno di quasi una decina di elementi tra infortuni e problemi di organico; dall'altra parte i ducali si presentano a Bergamo con diverse novità tattiche studiate per sorprendere e dare continuità al proprio percorso.
Si conferma la tradizione e il tabù delle ultime stagioni: il derby della Madonnina tinge nuovamente i suoi colori di rossonero. L'Inter incassa la prima sconfitta in questo campionato di Serie A e sbatte ancora una volta contro l'incantesimo della stracittadina. Al Meazza a fare festa è il Milan di Ruben Amorim, capace di imporsi con un netto 3-1 grazie a una prestazione memorabile e a un assoluto mattatore in campo: Moreira, autentico dominatore della serata con due assist illuminanti e la firma personale sul tabellino dei marcatori.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.