Ariedo Braida, ex-dirigente del Milan, ha concesso un'intervista esclusiva ai microfoni di Calcio Style, riguardo la situazione dei rossoneri ma non solo.
Ariedo Braida è stato per 27 anni dirigente del
Milan. Prima direttore sportivo (per 16 anni, dal 1986 al 2002) e poi direttore generale per undici anni, dal 2002 al 2013. Dopo le esperienze alla
Sampdoria, al
Barcellona e in ultimo alla
Cremonese, terminata lo scorso 30 Giugno, è attualmente libero da oneri contrattuali.
Le parole di Ariedo Braida
Il dirigente ha concesso un'intervista esclusiva ai nostri microfoni. Di seguito le parole che l'ex-Milan ha rilasciato al collaboratore di
Calcio Style Alessandro Aglione.
Milan
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Con il Leverkusen l'ho visto bene, mi è piaciuto. Secondo me ha fatto una buonissima prestazione, il risultato non lo dimostra ma questo può succedere. Vedo dei miglioramenti rispetto all'inizio del campionato e sta trovando la propria identità. A darti una dimensione è la consapevolezza di ciò che sei, la consapevolezza della propria forza e dell'essere una grande squadra. I valori ci sono, deve solo trovare il suo equilibrio".
Leao
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Leao è fatto così, è il suo carattere. E' meteoropatico, dipende dal tempo. O lo prendi così oppure lo lasci andare. Io credo che se una squadra ha un giocatore come lui, che ti fa la differenza creandoti la superiorità numerica nell'1 vs 1, deve tenerselo stretto, perché sono merce rara. Le cose vanno vissute dal di dentro per poterle capire e giudicare. Solo dopo puoi dire 'questo è bravo, ha talento ma non mi serve'."
Braida poi si sofferma sulla discussa dirigenza del Milan,
affermando che non è nel suo stile giudicare il lavoro dei suoi colleghi. L'ex-dirigente afferma che "
sono tutti professionisti di alto livello" e che "
possono aver sbagliato, perché tutti possiamo sbagliare, ma sicuramente sono persone che conoscono il calcio".
Napoli e Inter
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Il Napoli con Conte e Lukaku è la mia favorita per lo scudetto e non lo dico solo perché attualmente sono primi i classifica. L'Inter ha tanta qualità e soprattutto ha dimostrato in questi anni continuità. Poi un derby prima o poi avrebbe dovuto perderlo, perché mica li puoi vincere. Il calcio è anche questo, sennò noi che siamo milanisti che facciamo? Dobbiamo soffrire e basta? (ride, n.d.r.)
Ci sono persone che spostano gli equilibri, come ho detto di Leao prima. Con il massimo rispetto per tutti gli altri, ma quei due (Conte e Lukaku) hanno qualcosa in più".
Thiago Motta
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Thiago mi piaceva già quando giocava. L'unico problema è che a inizio carriera ha avuto tanti infortuni e non sapevo come avrebbe reagito il suo corpo, ma poi ha dimostrato di essere un giocatore di altissimo livello e ora anche da allenatore. Prima al Bologna e ora alla Juventus. E' un allenatore che ha delle qualità, che portano delle novità quando arrivano in una squadra. Anche lui è uno di quelli che ha qualcosa in più degli altri".
Braida si concede poi una chiosa finale su un tema molto dibattuto in Italia, ovvero quello relativo all'impiego dei giovani talenti. Egli cerca di sfatare un mito, affermando che
nel calcio esiste un principio meritocratico che deve essere rispettato a prescindere dall'età anagrafica dei pretendenti alla maglia.
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Sento spesso dire che i giovani in Italia non giocano, ma questo non è vero. E' un falso mito, i giovani vengono fatti giocare e anche Allegri, criticato per questo motivo, ne ha fatti giocare tanti. Non è che uno deve giocare a prescindere solo perché è giovane. Giochi se sei bravo, punto. L'età è un valore anagrafico, non un sinonimo di qualità. Ma voi pensate che Yamal e Cubarsì giochino perché sono giovani o perché sono bravi? E Yildiz?"
