Esteri
Estero, la situazione nei maggiori campionati europei 16/01/2020
I quattro campionati esteri Ligue I, Bundesliga, Premier League e Liga sono nella fase centrale del percorso eccezione per la Premier League che ha già cominciato il girone di ritorno.
Liga
La situazione della Liga spagnola sembra essere ancora da definire, nessuna squadra è riuscita nel girone di andata a prendere il largo e nel giro di ben cinque punti troviamo Barcellona, Real Madrid, Atletico Madrid e Sevilla appaiate tutte in corsa per la vittoria finale. Nelle gruppo delle coppe troviamo ben nove squadre distanti dai 4 ai 6 punti, la stessa situazione nella zona calda quella della retrocessione dove troviamo cinque squadre in cinque punti. Il girone di ritorno sarà fondamentale per delineare tutti i verdetti.
La classifica 19° giornata
- Barcellona pt. 40
- Real Madrid pt. 40
- Atletico Madrid pt. 35
- Siviglia pt. 35
- Real Sociedad pt. 31
- Valencia pt. 31
- Getafe pt. 30
- Athletic Bilbao pt. 29
- Villarreal pt. 28
- Granada pt. 27
- Levante pt. 26
- Osasuna pt. 24
- Betis pt. 24
- Valladolid pt. 21
- Alavés pt. 20
- Eibar pt. 19
- Celta Vigo pt. 15
- Maiorca pt. 15
- Leganés pt. 14
- Espanyol pt. 11
Premier League
In Premier League invece c’è la netta supremazia del Liverpool di Jurken Klopp capace di distaccare con una partita in meno ancora da giocare il Manchester City di Guardiola e il
Leicester distanti rispettivamente 14 e 16 punti dai Reds. In zona retrocessione troviamo un Norwich ultimo con un distacco di 6 punti dalle squadre sopra di lei e una situazione abbastanza complicata da recuperare visto che la salvezza dista 10 punti di distacco. Nella zona europea invece si giocano tutto in dodici punti per ben 6 posizioni visto che il Liverpool ha preso il largo. Girone di ritorno da seguire attentamente per eventuali sorprese.
Classifica 22ª giornata
- Liverpool pt. 61
- Man City pt. 47
- Leicester City pt. 45
- Chelsea pt. 39
- Man United pt. 34
- Sheffield United pt. 32
- Wolves pt. 31
- Tottenham pt. 30
- Crystal Palace pt. 29
- Arsenal pt. 28
- Everton pt. 28
- Southampton pt. 28
- Newcastle United pt. 26
- Brighton pt. 24
- Burnley pt. 24
- West Ham pt. 22
- Watford pt. 22
- Aston Villa pt. 21
- Bournemouth pt. 20
- Norwich City pt. 14
Bundesliga
Il campionato della Bundesliga invece sta rivelando qualche sorpresa con il primato in classifica che appartiene al Leipzig in testa al gruppo davanti al Borussia Moenchengladbach e il solito favorito della vigilia, Bayer Monaco distanti solo 2 e 4 punti. Le zone europee sono tutte da assegnare visto che in 9 punti c’è un gruppone di 8 squadre. Nelle parti basse invece la classifica non sembra essere delineata anzi è simile alla zona europea, con ben sette squadre divise da soli 6 punti. Il girone di ritorno sarà importante per la maggior parte delle società per decretare i verdetti finali.
Classifica 17° giornata
1 RB Leipzig 37
2 Bor. Mönchengladbach 35
3 Bayern Monaco 33
4 Borussia Dortmund 30
5 Schalke 04 30
6 Bayer Leverkusen 28
7 Hoffenheim 27
8 Friburgo 26
9 Wolfsburg 24
10 Augsburg 23
11 1. FC Union Berlin 20
12 Hertha Berlino 19
13 Eintracht Francoforte18
14 Mainz 05 18
15 Colonia 17
16 Fortuna Düsseldorf 15
17 Werder Bremen 14
18 Paderborn 12
Ligue 1
Il campionato della Ligue I francese invece sembrava prendere la stessa scia dell’anno scorso con il Psg mattatore del campionato, invece il Marsiglia con una striscia interessante di risultati utili sta tenendo il passo con soli cinque punti di distacco. Nelle zone europee la corsa sembra essere diverse ben 9 squadre in 5 punti. Nella zona rossa invece della classifica ad eccezione del povero Tolosa appaiato ultimo con 4 punti dalla penultima Nimes, il rischio retrocessione tiene in ballo ben cinque società. La sfida per il campionato e per le qualificazioni europee si giocherà tutta nel girone di ritorno.
Classifica 20 giornata
- Paris Saint-Germain 49
- Marsiglia 41
- Rennes36
- Nantes 32
- Lilla 31
- Montpellier 30
- Lione 29
- Reims 29
- Monaco 29
- Angers 29
- Nizza 28
- Strasburgo 27
- Bordeaux 26
- Brest 25
- St. Etienne 25
- Dijon 21
- Metz 20
- Amiens 18
- Nîmes 15
- Tolosa 12
Con la collaborazione di Roberto Landi.
Ligue 1
Kvaratskhelia: “Ecco perché tengo i calzettoni bassi”
Kvaratskhelia svela a The Athletic il motivo dei calzettoni abbassati. La nascita del rito al Napoli e l’emozione per “Kvaradona”.

Khvicha Kvaratskhelia ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L’origine del rito, la scaramanzia nata a Napoli
Nel corso di una lunga intervista concessa alla testata The Athletic, Khvicha Kvaratskhelia ha spiegato il motivo per cui è solito scendere in campo mantenendo i calzettoni visibilmente abbassati. L’attaccante georgiano ha rivelato come questa abitudine sia nata in maniera del tutto casuale durante il suo esordio ufficiale con la maglia del Napoli, spinto dalla necessità fisica di alleviare la pressione sulle gambe.
In quell’occasione l’emozione del debutto gli aveva provocato forti crampi già nei primi trentacinque minuti di gioco, inducendolo ad abbassare i calzettoni per cercare un beneficio immediato. Subito dopo quel gesto è arrivata la sua prima rete in azzurro, trasformando una semplice esigenza tattica e fisica in una consuetudine scaramantica mai più abbandonata.
Il peso del soprannome e il paragone con Diego Maradona
L’esterno d’attacco ha poi espresso le proprie sensazioni riguardo all’affettuoso soprannome di Kvaradona attribuitogli dalla tifoseria partenopea. Il calciatore ha confessato la grande dose di orgoglio provata nell’essere accostato a una leggenda assoluta della storia del calcio mondiale, pur sottolineando la complessità nel gestire una responsabilità di tale portata.
L’eredità lasciata da Diego Armando Maradona a Napoli rimane inarrivabile per qualsiasi giocatore, ma essere accostato al mito argentino rappresenta per Kvaratskhelia uno dei riconoscimenti più gratificanti del proprio percorso professionale.
Liga
Pedri e il provino al Real Madrid: “Mi scartarono”
Pedri svela a The Players’ Tribune il retroscena del provino al Real Madrid. Il no da adolescente fino a diventare stella del Barcellona.

Il retroscena di Pedri, il rifiuto del Real Madrid prima della gloria al Barcellona
La carriera di Pedri avrebbe potuto prendere una piega diametralmente opposta a quella che oggi lo vede affermato come uno dei centrocampisti più brillanti del panorama calcistico mondiale. Il talento ventitreenne del Barcellona e della selezione spagnola ha ripercorso, in un’intima intervista concessa ai microfoni di The Players’ Tribune, un retroscena risalente ai suoi primi anni da calciatore. Il provino sostenuto con la maglia del Real Madrid, conclusosi con una bocciatura da parte della società della capitale.
Prima di affermarsi come colonna portante dei blaugrana, il giovane centrocampista si era recato a Madrid accompagnato dal padre per vivere una settimana all’interno delle strutture del club merengue. Un’esperienza rivelatasi complessa sul piano umano e logistico, trascorsa in solitudine all’interno di un hotel cittadino anziché nelle residenze della cantera insieme agli altri giovani aggregati all’accademia.
La delusione del ritorno a casa e la spinta per la consacrazione blaugrana
Al termine dei sette giorni di prova, la dirigenza del Real Madrid comunicò la decisione di non tesserare il giovane calciatore, rispedendolo a casa. Un’amarezza bruciante che Pedri ha ricordato senza peli sulla lingua, evidenziando come la dirigenza madrilena lo avesse giudicato inadatto e non strutturato per i propri standard giovanili dell’epoca.
Il ritorno nel proprio ambiente domestico rappresentò un momento di dura prova psicologica per il giovane atleta, costretto a confrontarsi con il giudizio degli amici e della comunità locale dopo l’esito negativo della prova. Tuttavia, lo stesso Pedri ha sottolineato come quella bocciatura si sia trasformata in un passaggio fondamentale per la sua maturazione personale, restituendogli grande umiltà e la ferrea determinazione necessaria per costruire il percorso che lo avrebbe poi condotto a diventare un perno inamovibile del Barcellona.
Premier League
Liverpool, Chiesa bocciato: fuori dalla lista Champions
Chiesa tagliato da Iraola nella lista Champions del Liverpool. Insieme a Endo resta ai margini, riaprendo gli scenari di mercato a gennaio.

Federico Chiesa of Liverpool during the Premier League match Liverpool vs Bournemouth at Anfield, Liverpool, United Kingdom, 21st September 2024
(Photo by Cody Froggatt/News Images)
Liverpool, Iraola lo esclude dalla lista Champions
Non cambia la musica per Federico Chiesa ad Anfield. Nonostante l’avvicendamento in panchina e l’arrivo del nuovo tecnico Andoni Iraola, l’attaccante italiano continua a trovarsi ai margini del progetto tecnico del Liverpool. La conferma ufficiale è arrivata con la consegna della lista per la fase a gironi della UEFA Champions League, nella quale il nome dell’ex Juventus spicca tra gli esclusi illustri insieme a quello del centrocampista Wataru Endo.
Per il reparto avanzato, il manager dei Reds ha preferito puntare su Alexander Isak, Cody Gakpo, Hugo Ekitike e il nuovo innesto estivo Bradley Barcola. Un verdetto pesante che rispecchia una gerarchia rigida e penalizzante per il calciatore azzurro, relegato a semplice alternativa di ripiego per le sole competizioni nazionali.
Il parallelo con la gestione Slot e gli scenari di mercato per gennaio
La decisione di Iraola ricalca fedelmente quanto accaduto un anno fa sotto la gestione di Arne Slot. Nella passata stagione, Chiesa fu inizialmente depennato ed entrò in lista unicamente a causa del grave infortunio subito dal giovane difensore Giovanni Leoni. Il bilancio europeo della scorsa annata si chiuse con appena 5 apparizioni per un totale di 78 minuti giocati e una rete firmata nel netto 6-0 contro il Qarabag. Quest’anno Leoni torna a far parte dell’elenco ufficiale, chiudendo definitivamente ogni porta ad un eventuale ripescaggio per l’attaccante.
L’ennesima bocciatura stride fortemente con le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Chiesa a fine luglio, quando si diceva pronto ad affrontare un nuovo capitolo ed a mettersi a disposizione del nuovo allenatore dopo i troppi panchina-show dell’anno prima. Questa nuova esclusione apre di fatto le porte ad un possibile addio durante la finestra invernale di calciomercato a gennaio, con diverse società pronte a riportare il giocatore in Serie A o a offrirgli spazio da titolare altrove.
-
Serie A5 ore faBologna, Tedesco in bilico: le ore che cambiano lo scenario a Casteldebole
-
Calciomercato7 ore faAdžić, 200 minuti alla Juventus e 203 al Sassuolo: perché il prestito sta funzionando
-
Calciomercato8 ore faManchester City, nessuna clausola per Haaland: Barcellona e Real Madrid restano alla finestra
-
Calciomercato8 ore faYoung Boys, Sanches fino a 20 milioni: perché la Fiorentina lo segue
-
Calciomercato10 ore faBarcelona, Balde da 47 presenze a zero: Liverpool e Manchester United osservano
-
Calciomercato11 ore faLazio, Noslin nel mirino degli Emirati Arabi Uniti: la formula che non convince i biancocelesti
-
Notizie12 ore faIl fair play sotto i riflettori domani al CONI
-
Calciomercato13 ore faRaphinha, il 2028 non basta al Barcelona: Chelsea e Arsenal alla finestra