La Juventus si appresta a scendere in campo, Sabato sera alle 20:45, contro la Roma di Mourinho. Tra infortuni e squalifiche, Allegri sarà costretto a cambiare
Massimiliano Allegri
Squadra che vince...si cambia.
Dopo il successo di Frosinone, la Juventus sarà costretta a operare qualche variazione nel big-match contro la Roma: in programma il prossimo 30 Dicembre.
Tra infortuni e squalifiche, infatti, sono tanti i giocatori bianconeri indisponibili o in forte dubbio. I maggiori dubbi riguardano a oggi il centrocampo e l'attacco.
Juventus, infermeria piena
Con Alex Sandro praticamente out, l'alternativa è rappresentata dal solo Rugani. Che, peraltro, quando chiamato in causa quest'anno ha sempre fatto benissimo.
Davanti a Szczesny, comunque, due posti su tre sono già assegnati a Bremer e Danilo.
Continua l'emergenza, invece, a centrocampo. Oltre ai soliti Fagioli e Pogba potrebbe mancare nuovamente anche Manuel Locatelli.
Il regista bianconero si è fermato in ciociaria per un'altra botta al costato, stavolta senza fratture.
Il dolore però c'è e potrebbe impedire al Nazionale azzurro di scendere in campo contro i giallorossi, almeno dal 1'.
In quel caso al suo posto probabile l'inserimento di Nicolussi Caviglia, anche perché McKennie dovrebbe essere dirottato sulla destra per sostituire lo squalificato Cambiaso con Miretti e Rabiot mezzali.
Sempre che alla fine Allegri non dedica di rilanciare Weah come esterno destro, in quel caso McKennie giocherebbe in mezzo mentre uno tra Miretti e Nicolussi Caviglia partirebbe dalla panchina.
Come sta Chiesa?
Permangono i dubbi anche sulla presenza di Federico Chiesa.
Il fastidio accusato al tendine rotuleo prima di Frosinone-Juventus, in realtà, non preoccupa, ma Allegri potrebbe comunque decidere di portarlo solo in panchina e farlo entrare a gara in corso.
Anche perché Kenan Yildiz ha già dimostrato di poterci stare eccome in questa Juventus.
Nel ruolo di prima punta, invece, dovrebbe tornare Vlahovic, che ha risolto la gara del 'Benito Stirpe' con uno splendido colpo di testa.
Milik verso la panchina. Ancora out Kean.
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
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Le scuse pubbliche non sono bastate a placare la tempesta diplomatica e mediatica che sta travolgendo Kylian Mbappé in Estremo Oriente. Il caso legato alle dichiarazioni del fuoriclasse francese sull'ex leader cinese Mao Zedong continua a produrre pesanti ripercussioni istituzionali e commerciali. Nelle ultime ore, la televisione di Stato cinese CCTV ha deciso di inasprire ulteriormente la linea, chiedendo al Real Madrid una presa di posizione ufficiale e subordinando qualsiasi futuro confronto a scuse formali da parte del club spagnolo.